ANNO 16 n° 99
Est Moda In Rebus, A Parigi settimana della moda tra addii, vip e glamour puro
>>>>>>>> di Mr. Alpha <<<<<<<<
15/10/2014 - 01:00

di Mr. Alpha

VITERBO - Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Arriva il turno della settimana della moda parigina e tutti i grandi nomi del fashion system scendono in pista. Chanel, Vuitton, Givenchy, Saint Laurent, Hermès, Valentino, Dior, Martin Margiela e chi più ne ha più ne metta. I marchi più ambiti, gli abiti più desiderati, i Vip più richiesti: una sorta di festival della mondanità e della bellezza.

Il fil rouge che ha legato le trame di tutte le storie viste in passerella è la donna. La donna con la D maiuscola. Avventuriere, ribelli, marinarette, lottatrici di wrestling, ecologiste, cicliste, dominatrici ed amanti. L’intero campionario della femminilità è sceso lungo le strade della Ville Lumière.

Ma iniziamo dalle note più commoventi e tristi: gli addii. Paul Gaultier e Christophe Lamaire hanno salutato il loro pubblico con due sfilate particolarmente apprezzate. Il primo ha dato l’addio definitivo al pret-à-porter con uno show che ha visto come protagoniste tutte le donne che hanno caratterizzato il suo lavoro. Dalle lottatrici di Lucha Libre alle calciatrici, passando per donne ''fatali'' e imitatrici di Franca Sozzani e Suzy Menkes. Tutte le uscite hanno raccontato un pezzo della storia di questo grande stilista ormai giunto alla ''fine di un’era''.

Christophe Lamaire, dopo pochi anni dal suo insediamento da Hermès, lascia la guida della maison francese nelle mani di Nadege V. Cybulski (Celine e Maison Martin Margiela). La sua ultima collezione è un inno alla donna viaggiatrice e avventuriera. I colori della terra si sposano perfettamente con il mood lussuoso delle tuniche in pitone e dei bermuda in coccodrillo.

Chi invece porta la donna in piazza a manifestare a favore della parità dei sessi è Karl Lagerfeld che per la sfilata di Chanel arruola Gisele Bundchen e Cara Delevigne per la guerra sessista più stilosa della storia. Al grido di ''Non fate la guerra, fate la moda'' e al ritmo della musica dei Pet Shop Boys, il Grand Palais diventa l’epicentro di questo terremoto dove le donne manifestano indossando sandali dorati e mini abiti a fiori. Fantasie psichedeliche e giacche Chanel si abbinano a gonna e pantaloni sovrapposti tra loro.

Una femmina più aggressiva e più dominatrice è invece quella mandata in scena da Riccardo Tisci per Givenchy. Ragazze cattive vestite di pelle, con tacchi di metallo e corsetti stringati hanno sfilato in una location inusuale come la palestra del liceo Carnot.

Di impatto più istituzionale è la location scelta da Vuitton per lo spettacolo della compagnia del monogram. La primavera 2015 di Louis Vuitton, andata in scena in una salone della propria Fondazione, sarà caratterizzata da moltissime nuove borse abbinate a mini abiti in uncinetto e a pantaloni in velluto.

In conclusione non poteva mancare un accenno a Yohji Yamamoto, gran maestro della moda orientale, e alla sua sfilata da ''notte d’amore''. Le modelle escono in passerella con i capelli spettinati e con il trucco sfatto, come se fossero reduci da una notte di passione. Gli abiti sono morbidi e le tonalità quasi sempre nere. Giacche aperte sulla schiena si abbinano a gonne lunghe su cui si intravedono spacchi e tagli. Una moda dove regna il ''vedo-non vedo'' tanto caro allo stilista giapponese che orgoglioso afferma: ''Mostrare il corpo è un qualcosa di molto delicato. Quando mostri troppo in realtà non mostri nulla''. Chapeau. 





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